12 INDIZI per osservare il LINGUAGGIO del tuo bambino dai 3 ai 6 anni!

Valentina ValenteBlog

Cara mamma,

Spero che anche tu sia sopravvissuta a questo periodo intenso e impegnativo. Immagino avrai avuto modo di osservare il tuo bambino crescere, e perché no farti tante domande sul suo sviluppo: hai osservato un miglioramento sui suoni che prima non diceva bene, hai visto che ha iniziato a fare piccoli racconti, finalmente si ricorda cosa ha fatto la mattina!

Oppure hai notato che nonostante tu gli dica di ripetere bene le paroline (punto il dito, non si fa), quelle monelle non riescono ad uscire correttamente.

Se invece hai avuto voglia di scappare di casa, o di portare il bambino a riparare dall’aggiustabambini perché ha fatto millemilioni di capricci, tranquilla, è tutto normale! Hai la mia comprensione e solidarietà.

Ad ogni modo, sappiamo bene che è mancato anche un momento molto importante: quello del confronto con la scuola dell’infanzia. Quando andiamo a prendere i nostri piccoli a scuola di solito chiediamo alle maestre: maestre tutto bene? Secondo voi il mio bambino sta parlando bene?

A quel punto alla maestra di turno spetta l’ardua impresa di dire la sua e cosa ha osservato. 

Lo so, tante volte ci sentiamo dire che va tutto bene che siamo esagerate, altre volte invece vengono accesi dei campanelli d’allarme. E’ importante creare una buona comunicazione con le maestre, e qualora ci fossero dei dubbi o ritardi sullo sviluppo del linguaggio, è sempre bene chiedere il parere del pediatra o anche del logopedista.

Ora, ti invito a diventare un detective ed osservare insieme se c’è qualcosa che ti preoccupa, quali potrebbero essere le sua difficoltà oppure se è il caso di stare tranquilla se non ritrovi nella scena del crimine gli indizi che ti ho fornito.

Sei pronta?!

12 INDIZI CHE PUOI OSSERVARE

Dai 3 anni

  1. Vocabolario: dai tre anni lo sviluppo del vocabolario è molto molto veloce, osserva dunque se il tuo bambino ha più di seicento vocaboli mentre parla.
  2. Linguaggio incomprensibile: un bambino già dai 3 anni e mezzo ha un linguaggio molto simile a quello dell’adulto, non devi dunque fare fatica per capire cosa sta dicendo. Il bambino non deve confondere un suono per un altro: per esempio deve saper dire cane e non tana.
  3. Usa frasi telegrafiche dove mancano articoli e preposizioni: mamma dai latte me.
  4. Quando parla usa la stessa lettera: per esempio al posto di dire sono solo dirà tono tolo
  5. Parole interrotte: osserva se mentre parla i suoni sono troncati. Per esempio ti dice nana per banana
  6. Inversioni: mentre racconta verifica se inverte le sillabe, per esempio se sta parlando della frutta chiama il melone lemone, cimena per cinema e cosi via.
  7. Difficoltà di comprensione: di solito il bambino fatica a comprendere le vostre richieste.

Dai 4 anni

  1. Non utilizza al posto giusto gli articoli: verifica mentre ti vuole raccontare qualcosa che metta tutto al posto giusto
  2. Fa fatica quando vuole raccontarti qualcosa e non ha sviluppato questa abilità.

Dai 5 anni

  1. Persistono difficoltà sui suoni: se è accettabile che un bambino a tre anni non riesca a dire stella, scarpa, a 5 anni questi e tutti gli altri suoni devono essere presenti.
  2. Fatica a costruire la frase mentre parla: hai ancora difficoltà a capire cosa ti vuole dire il tuo bambino perché le frasi presentano discordanze, parla all’infinito.
  3. Abilità narrative: nonostante abbia iniziato a narrare, il tuo piccolo continua ad avere difficoltà, non riesce a rievocare piccole storie per raccontare una favola, oppure inizia bene ma mancano gli elementi corretti della storia, oppure racconta una storia con un inizio e una fine e basta.

Cara mamma, ora che ti ho fornito qualche elemento in più, potrai osservare meglio lo sviluppo del tuo bambino. Se hai dei dubbi è sempre bene effettuare una valutazione per vedere come si sta sviluppando il linguaggio del tuo bambino in modo da attivarsi precocemente qualora ci fossero delle difficoltà.

 

Intanto ti lascio qualche consiglio in modo da sostenere il tuo bambino:

  • Non chiedere al bambino di ripetere e di ripetere bene
  • Non sottolineiamo o accentuiamo le sue difficoltà
  • Riformuliamo le parole sbagliate, trasformiamole in parole corrette
  • Raccontiamo tutto quello che ci accade intorno, arricchiamo tutto con parole, gesti ed espressioni
  • Incoraggiamo tutti i suoi successi: il bambino impara ed apprende di più quando è gratificato
  • Leggiamo: come sai sono una super-fan della lettura e non mi stancherò mai di dire quanti benefici possa dare sia per sviluppare nuove paroline, ma anche per allenare la memoria e le abilità narrative.

Bene mamma, concludo il mio giallo, sperando che alla fine della storia tu abbia risolto il caso. Sono sicura che questi indizi ti potranno essere utile per capire meglio il tuo bambino e come poterlo aiutare.

 

Ti lascio ricordandoti che al di la delle “difficoltà” che noti, il tuo bambino ha sempre tantissimi potenziali, focalizzati anche su quelli e prenditene cura.

A presto

Valentina

Le precedenti indicazioni non rappresentano in alcun modo una valutazione delle competenze, quanto piuttosto una linea guida per osservare i bambini ed identificare la presenza di eventuali segnali di difficoltà. Se si hanno dei dubbi è bene rivolgersi al pediatra o al NPI.

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