GIOCHIAMO A PARLARE

Valentina ValenteBlog

Il gioco è un diritto di tutti I bambini (Convenzione ONU, 1989, articolo 31). Introduce i bambini a concetti fondamentali per la crescita umana come l’arte, la cultura e lo svago. Man mano che maturano, il loro gioco immaginativo e creativo lascerà spazio all’arte, alla musica al tempo libero e alla scrittura.

Cara mamma,dopo tante richieste ricevute sull’argomento oggi voglio spiegarti perché è importare osservare e migliorare il gioco nel tuo piccolo.

 Ogni bimbo impara a fare determinati giochi in determinate fasce di età. Sicuramente ci sono bambini che possono acquisire prima quel tipo di gioco e altri che invece ci mettono un pò di più.

 Ti ricordi per esempio quando eri piccola e giocavi “alla mamma” e facevi finta di apparecchiare la tavola per imitare tua mamma? O tuo fratello faceva disperare i tuoi genitori quando diventava maestro usando la porta di casa come lavagna? Certo tutti ci siamo presi delle belle sgridate, e anche a noi capita di farlo con i nostri figli, ma in questo articolo voglio spiegarti perché tutte queste cose sono normali e perché il gioco è veramente importante per lo sviluppo del nostro bambino.

Dunque se hai notato, o qualche parente e maestra ti ha fatto notare che tuo figlio parla poco e non sa giocare… O vuoi sapere se il tuo bambino è indietro rispetto le tappe del suo sviluppo, in questo articolo troverai le risposte ai tuoi dubbi!

Scopriamo subito ciò che devi sapere riguardo al gioco!

Il gioco per natura è considerato il vero mestiere del nostro piccolo: attraverso un contesto divertente e motivante apprende ed esercita abilità motorie, cognitive e linguistiche. Grazie al gioco un bambino esplora l’ambiente, riesce a mettersi nei panni degli altri, scopre se stesso e il mondo che lo circonda, allena memoria, attenzione e concentrazione. Nei primi mesi di vita il gioco è presente nei suoni (il gatto che fa mao), nelle azioni (faccio finta di dare la pappa) e il bambino esplora, usa fantasia ed immaginazione.

Wow hai visto quante cose il gioco può fare?!

Ti ho appena dimostrato che il gioco è una tappa fondamentale nella vita di un piccolo, ma ahimè, questo viene sempre più spesso sostituito dall’uso di televisione, tablet e smartphone che limitano le esperienze interattive adulto-bambino. Durante le valutazioni osservo di frequente che un bambino che ha delle fragilità sul linguaggio presenta anche un gioco immaturo o non organizzato per la sua età.

Ti starai chiedendo quale sia la relazione gioco-linguaggio: te lo spiego immediatamente. Gioco e linguaggio si sviluppano insieme perché condividono molte abilità cognitive. Ma non solo: le azioni del gioco possono essere abbinate al vocabolario e al linguaggio! Un classico esempio può essere: gatto pappa, mucca pappa, cane pappa e così via.

QUANTI TIPI DI GIOCO HA IL MIO BAMBINO?

Il bambino al di sotto dei 5 anni sviluppa due tipi di gioco: sociale e cognitivo. In questo articolo ti parlerò di quello cognitivo.

Il gioco cognitivo è il gioco che il nostro bambino compie con oggetti ed azioni. Non è vero che un bambino molto molto piccolo non è in grado di giocare! Ora ti elenco come dalla primissima infanzia il nostro piccolo eroe può approcciarsi al magico mondo del gioco:

  •  PRIMA INFANZIA – 12 MESI: è la fase del gioco esplorativo. E’ quella “amatissima” fase dove il tuo piccolo mette tutto in bocca! Non limitarlo, fallo esplorare! Grazie a questo gioco il tuo bimbo fa tantissime esperienze: sviluppa le abilità motorie, la coordinazione occhio-mano, manipola i giochi. In questo modo capisce che una macchina è ruvida mentre un peluche è morbido, che se cade una macchina fa rumore mentre se cade un peluche non si spaventerà. SPOILER: non sgridare il tuo bimbo se continua a far volare lo stesso oggetto, sta sperimentando che quell’oggetto fa rumore e cerca di coinvolgerti suscitando una tua reazione. Dopo i 9 mesi il piccolo è più bravo nel manipolare gli oggetti e vedrai che inizierà ad impilare i giochi e a raggrupparli blocchi con i blocchi, animali con animali. Il suo linguaggio in questa fase è prevalentemente fatto da gesti, vocalizzi ed espressioni del viso.
  • 12-24 mesi: in questa fase il tuo bambino usa il gioco in modo funzionale. Qui il bimbo ti da una tregua perché usa un solo gioco con una sola azione: in pratica scopre che un oggetto può essere usato per fare qualcosa: per esempio può avere un bicchiere in mano e dare da bere alla sua mamma o far volare un aeroplanino in cielo. Dopo che il bambino stabilizza questo tipo di gioco passerà al gioco simbolico dove un oggetto rappresenta qualcos’altro: classico esempio è la banana che diventa un telefono. Il gioco simbolico è molto importante perché si sviluppa in parallelo con le abilità linguistiche, abbiamo il passaggio dalla lallazione alla produzione di paroline. Le prime paroline infatti compaiono dopo i 12 mesi quando il piccolo ha stabilizzato il gioco funzionale e simbolico. Da questo momento in poi il piccolo crea tante sequenze con gli oggetti per il suo gioco: per esempio usando il gioco della fattoria può dare da mangiare al gatto e poi lavarlo. Nello sviluppo del linguaggio questo è molto importante perché nello sviluppo del linguaggio è associata alla comparsa delle piccole frasi.
  • 2-3 ANNI: appare il gioco del “far finta”! Largo alla fantasia e al disordine in casa, il nostro piccolo usa il gioco in maniera più creativa e con sequenze più lunghe. Il nostro piccolo si può trasformare in un super eroe aiutato dal fido aiutante: il suo pupazzo preferito. In questo modo il piccolo interagisce con il suo pupazzo che prende vita, dando indicazioni su cosa deve fare. Il gioco di finzione è molto importante perché il piccolo imita e fa sue le esperienze quotidiane. Successivamente si sviluppa un altro tipo di gioco, quello “creativo”, dove il piccolo impara che con delle costruzioni può costruire un castello o una casa.
  • 3-5 ANNI: ormai il piccolo è diventato un costruttore e userà questo gioco associato a delle regole: saprà che se costruisce una città e cade un mattoncino la casa potrebbe cadere giù e dovrà usare la sua creatività per risolvere il problema. Oppure con la plastillina potrà far finta di preparare una cena per voi genitori. Inoltre in questa fascia di età il tuo bambino apprezza i giochi con delle piccole regole: se usa la palla, deve ricordarsi a chi passarla, come deve passarla e dove devo lanciarla per fare canestro.

 

Hai visto cara mamma quante cose impara con il gioco?

Come ho scritto sopra, spesso i bambini che valuto hanno anche un ritardo nel gioco. Facilitare l’uso del gioco permette al tuo bambino di usare in maniera simbolica gli oggetti,a far finta di fare qualcosa, ad apprendere sequenze, a risolvere problemi. Migliorando il gioco il bambino svilupperà tante abilità importanti.

 

COSA SUCCEDE SE UN BIMBO HA DIFFICOLTÀ NEL GIOCO E NEL LINGUAGGIO?

Un bimbo che è fragile in questi due aspetti potrebbe mostrare alcune difficoltà con i grandi e con i pari. Ora ti spiego cosa potresti osservare:

  • fatica nell’avviare giochi
  • fatica nell’inserirsi nei giochi con i pari
  • frustrazione perché non riesce ad esprimersi
  • preferenza nel giocare da solo
  • è più irascibile
  • passa facilmente da un gioco all’altro
  • fatica nel mantenere il suo turno all’interno di un gioco
  • vocabolario linguistico povero
  • difficoltà nell’iniziare una interazione
  • utilizza prevalentemente gesti
  • non combina le parole per formare frasi

Cara mamma, se hai qualche dubbio resto sempre disponibile ad un primo incontro nel quale mi potrai parlare della tue perplessità e preoccupazioni sul tuo bambino.

Le precedenti indicazioni non rappresentano in alcun modo una valutazione delle competenze, quanto piuttosto una linea guida per osservare i bambini ed identificare la presenza di eventuali segnali di difficoltà.

Se si hanno dei dubbi è bene rivolgersi al pediatra, ad un logopedista o al NPI.

Bibliografia

Crescere parlando nella scuola dell’infanzia-erickson