L’importanza di osservare la bocca e il linguaggio: quando il mio piccolo fa fatica a soffiare e produrre parole

Cara mamma,

oggi vorrei parlarti di quei bimbi che non riescono a fare delle cose semplicissime come scendere le scale, stare in equilibrio o andare in bicicletta…

Purtroppo se per alcuni genitori può sembrare strano, poiché queste attività sono automatiche nella vita di un bimbo che raggiunge le sue tappe evolutive, nella realtà di molti altri queste  attività rappresentano una montagna da scalare.

Il loro bimbo sembra perciò restare sempre “indietro” rispetto ai coetanei.

Tutte queste difficoltà si possono racchiudere in un termine, una diagnosi chiamata “disprassia”.

MA CHE COSA E’ LA DISPRASSIA?

Hai presente quella sensazione di camminare con delle scarpe più grandi?

Ti sembra di camminare in maniera goffa, di inciampare.. di perdere l’equilibrio e anche il più piccolo e semplice movimento non corrisponde a come lo avevi pensato, non ti riesce…forse nemmeno riesci a pensarlo.

Ecco, un bambino con disprassia vive costantemente con delle scarpe di molti numeri più grandi del suo.

La disprassia evolutiva è una difficoltà o ritardo della COORDINAZIONE MOTORIA che comporta:

  • difficoltà nella pianificazione del movimento
  • difficoltà nel programmare il movimento
  • difficoltà nell’ eseguire la sequenza di movimenti necessari per raggiungere uno scopo o un obiettivo.

Cosa vuol dire tutto questo? Come si sente un bambino con disprassia?

Sicuramente tu che sei una mamma multitasking hai ben presente come ti senti quando cerchi di pianificare tutta la tua giornata (lo so che anche tu come me hai il lavoro e i mille impegni da mamma che incombono!), programmi il momento per poter fare ogni cosa ma nel corso della giornata succedono mille imprevisti che ti portano a dover continuamente riprogrammarti, rinviare e comunque non vedere mai i tuoi obiettivi raggiunti?

E’ davvero frustrante non è così?

Ecco che ti ritrovi a fare una cosa per un’altra. Se il tuo bambino ha una diagnosi di “disprassia” probabilmente vive le sue giornate nello stesso modo e con lo stesso livello di frustrazione.

Ma ATTENZIONE:

le sue giornate non sono sempre così disastrose! CI sono giorni dove riesce a far benissimo tante cose e in altre no.

Ogni giorno ti osserva per riuscire ad imitare i movimenti che compi, ma a lui, in alcuni giorni,  proprio non riescono.

Alcune volte non ci sembra vero che il nostro piccolo potrebbe trovare difficoltoso svolgere attività molto semplici eppure succede spesso che non riesca a:

  • Allacciarsi le scarpe o abbottonarsi il grembiule
  • Mettere i vestiti
  • Scendere le scale
  • Usare le forbici o le posate
  • Disegnare, ritagliare o incollare
  • Andare in bicicletta
  • Impaccio e goffaggine mentre cammina: potrebbe urtare in continuazione i suoi compagnetti
  • Usare costruzioni, puzzle e giochi ad incastro
  • Stare in equilibrio o saltare solo con un piede
  • Scrivere le lettere: non impugna correttamente la penna, il tratto è irregolare, le dimensioni delle lettere non sono tutte uguali
  • Contare con le dita
  • Ricopiare figure geometriche

Queste sono solo alcune delle difficoltà che può incontrare ogni giorno, alcuni bambini hanno difficoltà solo per quanto riguarda il disegno, mentre altri bimbi hanno difficoltà in più abilità.

Purtroppo, in tanti casi questi bambini vengono definiti “pigri” o “svogliati” quando in realtà per loro è solo molto faticoso portare a termine tutti questi compiti.

Se il tuo bambino ha questa diagnosi e siete capitati in quella fatidica giornata “NO” dove tutto non riesce come vorresti, ricordati che non lo fa per pigrizia ma perché per lui quella giornata è veramente dura.

COSA PUOI FARE PER NON CADERE NELLO SCONFORTO?

Prendetevi del tempo per voi, lasciate andare quella giornata facendo attività semplici dove invece riesce e si sente efficace e riprovate a fare le vostre attività il giorno dopo. Una pausa fa sempre bene a tutti😊

In questi casi è importantissimo non insistere su cose per lui complicate in quel giorno:

SFORZARSI IN QUALCOSA CHE NON CI RIESCE PUO’ CREARE CONSEGUENZE IMPORTANTI SULLA PROPRIA AUTOSTIMA!

MA COS’HA A CHE FARE LA DISPRASSIA con il LINGUAGGIO DEL TUO BAMBINO?

LA DISPRASSIA VERBALE (quando pronunciare parole e frasi è un’impresa)

è un disturbo del neurosviluppo che non permette al bambino di pianificare correttamente i movimenti volontari che servono per per produrre suoni, sillabe e parole.

Questo crea al piccolo moltissime difficoltà nello sviluppo del linguaggio.

Il bambino inizia a parlare in ritardo e di solito può presentare queste caratteristiche:

  •  un’alterazione nell’ intonazione delle parole
  • un vocabolario ridotto
  • frequenti “errori” (per esempio per dire mano dicono mane, mana, ma.no)
  • difficoltà nella produzione della frase

Può capitare che il bambino sappia produrre parole in maniera spontanea ma non su richiesta, va a tentoni cercando di arrivare a produrre la parola corretta. Più la parola è lunga più fanno errori.

LA DISPRASSIA ORALE (quando anche mandare un bacio è difficile)

è invece quella difficoltà che riguardano la pianificazione corretta di quei movimenti che servono al bambino per programmare i movimenti della masticazione, deglutizione e del parlato.

Il bambino tende a sbavare, non riesce a soffiare o mandare un bacio.  Mastica o deglutisce bocconi grandi e predilige cibi tritati e/o morbidi, tende a mangiare a bocca aperta. Fa fatica anche a bere con la cannuccia.

A cosa devono prestare attenzione mamma e papà?

Fin dalla nascita come sappiamo siamo portate ad osservare il nostro bambino.

Questi sono i campanelli d’allarme che puoi osservare come mamma:

  • Difficoltà di suzione e alimentazione
  • Assenza/ritardo della lallazione
  • Non utilizza gesti comunicativi
  • Assenza di segnali di produzione verbale
  • Successivamente produce suoni ma non parole
  • Vocabolario inferiore alle 50 parole ai 24 mesi

Cara mamma, quando ci sono dei dubbi è sempre bene consultare il pediatra in modo che il piccolo faccia in maniera tempestiva una diagnosi con lo specialista per poi poter iniziare una terapia logopedica precoce in modo da poter avviare con successo il linguaggio e la comunicazione.

Valentina

Le precedenti indicazioni non rappresentano in alcun modo una valutazione delle competenze, quanto piuttosto una linea guida per osservare i bambini ed identificare la presenza di eventuali segnali di difficoltà. Se si hanno dei dubbi è bene rivolgersi al pediatra o al NPI.

bibliografia e sitografia

  • www.aidee.it
  • Bes e Dsa nella scuola dell’infanzia – Centra R.  – Giunti Edu
  • Disprassia verbale in età evolutiva – Chilosi A.M. – Edizioni Erickson

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In una prima telefonata conoscitiva, decideremo insieme se e quando è necessario fissare un appuntamento.